Lino Banfi e l'IT

Daniele Luttazzi

Genova, 2001. Intervista a Mark Covell

Sicurezza che genera insicurezza

Ad ognuno di noi sarà capitato almeno una volta nella vita di non essersi sentito o di non sentirsi libero…

In un tempo come il nostro, monitorato da milioni di telecamere sparse per aeroporti, metropolitane, stazioni, banche, supermercati, locali, scuole (ecc…), fare una telefonata significa anche mettere in conto che qualcun’altro ci sta ascoltando, solo perché da pochi anni, alcuni paesi hanno scoperto di essere fragili e attaccabili… così la nostra libertà e la nostra privacy viene schiacciata da agenzie investigative e non, per “la nostra sicurezza”… una sicurezza parziale tra l’altro e piuttosto negativa, se a pagarne le conseguenze è l’intero pianeta! Pensando ad internet, ci viene in mente che oltre ad essere ritrovo di gente sola e con voglia di evadere da una triste e vuota realtà, è mezzo per la diffusione di violenza, terrore, truffe, [altre deviazioni più o meno negative] e nonostante questo continuiamo a farne uso, mentre qualcuno ci osserva e studia i nostri comportamenti e le nostre abitudini… limitandoci inconsciamente, ancor prima delle limitazioni che arrivano dalla famiglia e dai falsi moralismi, respingendo gli impulsi e creando così generazioni frustrate e poco creative.

La libertà, attraverso i rigidi interventi di chi detiene il potere, si trasforma in politiche preventive, come ad esempio il nostro amico d’oltreoceano Bush, nel 2002 si servì dell’FBI per accentuare pressioni su college e università per avere dati personali su tutti gli studenti e docenti stranieri, senza che gli interessati venissero avvertiti; di conseguenza associazioni per i diritti civili, appellandosi al Family Educational Rights and Privacy Act mossero l’accusa di violazione della legge sulla privacy. Un altro caso nel 2003 fu quello del sistema di chiavi biometriche (tessere d’ingresso con impronte digitali memorizzate) per gli inquilini dei 1690 alloggi dell’enorme complesso residenziale del Manhattan Plaza.

Avvicinandoci alla nostra realtà,in Italia, la legge Bossi-Fini per restringere il flusso migratorio prevedeva impronte digitali per coloro che chiedevano il permesso di soggiorno o il suo rinnovo. Tutto questo non ha dato molti esiti positivi, infatti, escludendo le rivolte per il rispetto della privacy e contro la sicurezza negativa, all’uscita di scuola possiamo ancora trovare fenomeni di vandalismi e di comportamenti antisociali, per non parlare poi dell’insicurezza, della sfiducia, dell’insoddisfazione, del senso di disordine e di impotenza… potremmo discutere anche delle vittime del terrorismo e delle sue risposte nemiche… In un mix dagli effetti disarmanti e distruttivi, termini come cyberterrorismo, criminalità finanziaria, terrorismo internazionale e globalizzazione, si generano le nuove forze, e noi piccole pedine di una scacchiera immensa ci addentriamo nel territorio altrui in punta di piedi, con la pretesa di togliergli la vita, per il volere della nostra patria.


Matchgirl

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